LA CASA DI PAOLO BORSELLINO

...e di tutti gli italiani onesti che sentono ancora il fresco profumo della Libertà

 

 
La Casa di Paolo (4’50” Italia 2015)
 
Realizzato da:
Matteo Pasi, Massimo Venieri, Fabrizio Varesco
 
Il video è stato realizzato dall’Associazione Pereira e dalla Varesco Produzioni a titolo puramente gratuito, in segno dell’amicizia e della stima per Salvatore Borsellino e per il movimento delle Agende Rosse.

Un solo errore

Bologna, 2 Agosto 1980

 

Questo documentario vuole essere un’opera che parla ai cuori e alle menti delle persone. Le voci ed i volti delle persone direttamente coinvolte nella terribile strage – superstiti, familiari delle vittime, magistrati, politici, giornalisti, responsabili dei soccorsi, studenti, gente comune – non solo ricostruiscono un evento ed un periodo storico-politico fondamentali nella conservazione della memoria collettiva del nostro paese, ma gettano al contempo una luce sul nostro stesso presente e futuro.
 
Scheda film
 
Trailer dell’opera (3′ 18”)
 
Proiezioni e messe in onda
 
UN SOLO ERRORE (64′ Italia 2012) – integrale by Arcoiris Tv
 
 

Con il contributo di:

 
ARCOIRIS TV
CINETECA DI BOLOGNA
ASSOCIAZIONE P. PEDRELLI

Onda libera

Carovana della Legalità contro le mafie

 

Come non si stanca mai di sottolineare Don Luigi Ciotti nella sua incessante attività di resistenza e passione civile – l’arte, la cultura, il cinema, la musica possono portare un contributo fondamentale nella lotta contro le mafie. E lo possono fare nel momento in cui riescono a fondere fra loro l’etica e l’estetica: non vi è bellezza senza giustizia. Questo è il messaggio che abbiamo cercato di dare attraverso il documentario “Onda Libera”.





Con il contributo di:

 
LIBERA – ASSOCIAZIONI, NOMI E NUMERI CONTRO LE MAFIE
MODENA CITY RAMBLERS

Youth of Tuzla

 

Spenti i riflettori sulla guerra in Bosnia del 1992-1995, i giornali e i grandi mezzi di comunicazione non pare abbiano oggi più interesse a parlare di un Paese che, alle porte dell’Europa, appare tuttora politicamente, economicamente, culturalmente instabile. Parlare dei giovani bosniaci diventa quindi per noi un modo per mantenere l’attenzione focalizzata su una questione – quella delle giovani generazioni e del loro decisivo ruolo per la “rinascita” del Paese – che per certi versi riguarda anche noi giovani italiani. Mano a mano che procedevamo nella realizzazione di questo documentario ci siamo resi conto infatti che non stavamo “parlando” solo dei problemi, dei sogni e delle opportunità dei giovani della Bosnia Erzegovina, ma anche di noi stessi.



Con il contributo di:

 
PROVINCIA DI RAVENNA
A.P.Q. – Accordo di Programma Quadro per i Balcani

Ishak

 

“Ayazma. Ghetto Curdo nel Cuore di Istanbul” è stato l’inizio di questo percorso nell’identità curda in Turchia e nel Kurdistan turco. Inizialmente infatti, dopo questo primo lavoro video, l’idea era quella di approfondire l’argomento con un medio-metraggio capace di “penetrare” nella vita e nelle dinamiche sociali di questa baraccopoli curda. Il precipitare degli eventi tuttavia ci ha portato a dover riformulare l’idea iniziale del documentario perché ovviamente non era più possibile esplorare la vita di qualcosa che stava per sparire per sempre. Da qui “Ishak” che si è rivelato un progetto audiovisuale, a nostro avviso, ancora più originale e oltretutto in grado di penetrare ugualmente negli aspetti più complessi e fra loro correlati della storia dell’intero Paese.”



Con il contributo di:

 
UN PONTE PER
C.I.S.C.A.S.E.
PROVINCIA DI MODENA

Ayazma

Ghetto curdo nel cuore di Istanbul

 

Vicino ad Ayazma, un quartiere curdo di Istanbul, hanno costruito un importantissimo stadio di calcio ipertecnologico dove nel 2005 Milan e Liverpool hanno disputato la finale di Champions League. Durante partite come queste la polizia intima agli abitanti della baraccopoli di rinchiudersi insieme agli animali dentro le baracche per evitare agli spettatori tale “spettacolo”. L’idea che ci ha mosso nella realizzazione di questo video è quindi quella di mostrare i lati oscuri e le contraddizioni perfettamente rappresentate in questo spaccato di Istanbul: quello di un Paese proiettato in Occidente e nell’Europa moderna da una parte, e quello dell’identità di 20 milioni di persone (4 solo ad Istanbul) schiacciato da un governo che ancora oggi non li riconosce.



Con il contributo di:

 
UN PONTE PER
C.I.S.C.A.S.E.