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RAVENNA CONTRO LE MAFIE E LA CORRUZIONE!

Riparte per l'a.s. 2018/19 il progetto "Liberi dalle mafie" rivolto alle Scuole Secondarie di I e II grado di Ravenna

 

RAVENNA CONTRO LE MAFIE E LA CORRUZIONE!

MODULO I – “Mafie e corruzione: le due facce della stessa medaglia”
 
a) Origine e diffusione delle principali mafie in Italia: ‘ndrangheta; cosa nostra; camorra; sacra corona unita
 
b) Strutture organizzative delle diverse mafie: piramidale/verticistica o orizzontale/a rete; differenti tipologie di controllo del territorio nel Sud, nel Centro e nel Nord Italia, nei grandi centri urbani e nelle piccole periferie
 
c) Individuazione e riflessioni sui macro obiettivi: soldi e potere come “bussola” dell’agire mafioso
 
d) Attività criminali correlate agli obiettivi: traffico internazionale di droghe; traffico di armi, persone, organi, merce contraffatta, pietre preziose, opere d’arte trafugate, animali esotici, documenti falsi, adozioni illegali; forme di caporalato agricolo ed edile; prostituzione; smaltimento illegale dei rifiuti tossici/industriali; pizzo/estorsioni; appalti pubblici truccati; usura; riciclaggio del denaro sporco
 
e) Caratteri distintivi delle mafie, rispetto alla criminalità comune, correlate alle attività: 1. riti di affiliazione alla base dell’entrata nella “nuova famiglia”; 2) uso strategico di soldi, violenza e comunicazione per il coinvolgimento/condizionamento di professionisti e funzionari delle amministrazioni pubbliche, dell’imprenditoria, della magistratura, delle forze dell’ordine, del giornalismo, della comunicazione; 3. consenso sociale fondato sull’omertà e sull’elargizione di lavoro illegale e “favori” alla popolazione; 4. collusioni con pezzi della politica attraverso differenti strumenti quali corruzione, ricatto e intimidazione; 5. infiltrazione nell’economia legale tramite investimenti nei settori della finanza, edilizia, turismo, energie rinnovabili, informazione, moda, mercati ortofrutticoli, trasporti, compro oro, sale slot, sale bingo, centri scommesse, azzardo on line; ruolo chiave dei “prestanome” corrotti nel riciclaggio del denaro frutto di attività illecite
 
f) Natura delle org. mafiose correlata ai caratteri distintivi: 1. criminale; 2. politica (“stati nello stato”); 3. economica (“imprese/spa”)
 
MODULO II – “La Resistenza civile e istituzionale contro le mafie”
 
g) Infiltrazione mafiosa in Emilia Romagna: focus sui processi “Black Monkey” ed “Aemilia”, con particolare riferimento alle recenti attività “legali” e illegali della ‘ndrangheta in regione e alle forme di contrasto sociale ed istituzionale del fenomeno
 
h) Focus sul gioco d’azzardo: forme e modalità della diffusione del gioco d’azzardo in Italia; rischi, patologie e numeri della dipendenza da questa droga legale; emergenza dell’azzardo on line fra giovani e giovanissimi; forme di contrasto per una cultura Slot free
 
i) Antimafia sociale storica, focus su una/due storie di vita a scelta fra: Peppino Impastato; Giancarlo Siani; Rita Atria; Don Pino Puglisi; Don Peppe Diana; Pippo Fava; Mauro Rostagno; Libero Grassi
 
l) Antimafia sociale attuale, esperienze di: Libera; Addiopizzo; Agende Rosse; La Casa di Paolo; Il Tappeto di Iqbal; Sportello Anticamorra Scampia; e di personalità come Salvatore e Rita Borsellino, Margherita Asta, Giovanni Impastato, Giovanni Tizian, Elena Fava
 
m) Sinergia di Stato e Società civile per il contrasto alle mafie come organizzazioni criminali e come mentalità
 
MODULO III – “Testimonianze dirette: la bellezza della Partecipazione”
 
n) Conoscenza e partecipazione contro ogni forma di violenza, prevaricazione, discriminazione e bullismo, sia a livello macro (ai danni di una ditta estorta) che a livello micro (ai danni di uno studente in una scuola o sul web); Addiopizzo come esempio concreto di Cittadinanza attiva e vincente contro il “bullismo mafioso” attraverso l’unione e la condivisione di valori, intenti ed esperienze
 
o) Riflessioni condivise sui propri diritti/doveri di cittadino e su una cultura e rete da intendersi non solo anti-mafia, ma anche e soprattutto pro-bellezza e pro-diritti, alternativa al modello mafioso fondato sulla paura, sul ricatto e sulla violazione delle libertà fondamentali
 
p) Spunti su ciò che ognuno di noi può fare in “piccolo” nel proprio quotidiano, da solo e insieme agli altri, al fine di sviluppare una capacità critica e di comprensione del mondo circostante, patrimonio indispensabile per la libertà ed il benessere individuale e collettivo
 
I punti sopraindicati, suddivisi organicamente e fortemente interconnessi, sono sviluppati in modo da costituire i “gradini” di una progressiva e consequenziale comprensione del fenomeno mafioso e delle sue peculiarità, oltre che delle forme di resistenza collegate ad esso. Ogni step porta a quello successivo stimolando un’analisi critica ed una visione più strutturale ed esaustiva della società, che riconduce mafie e corruzione ad una dimensione sia globale che locale e quotidiana, “vicina” alle nostre vite, alle nostre scelte e ai nostri modi di pensare.
 
Metodologia ed innovazione del modello didattico
 
Nelle attività didattico-formative viene adottato un approccio multidisciplinare di tipo maieutico, altamente coinvolgente, in grado di far partecipare gli studenti su differenti piani e livelli:
 
giochi e dinamiche individuali e di gruppo (simulazione di situazioni dove gli studenti devono confrontarsi e fare scelte)
 
utilizzo mirato di materiale audio visuale (stralci di film e documentari a tema) e web (siti di informazione, articoli on line, ecc)
 
testimonianze dirette
(familiari di vittime di mafia, usura, gioco d’azzardo, esperti in materia e rappresentanti di associazioni e cooperative attive contro mafie e corruzione sul proprio territorio)
 
Nei primi moduli formativi I e II viene adottato un approccio altamente coinvolgente in grado di stimolare gli studenti non solo su un piano didattico-razionale, ma anche attraverso stimoli visivo-emozionali e dinamiche relazionali coinvolgenti. La scelta dello strumento audio-video, unito alle lezioni frontali e alle dinamiche di gruppo, permette di veicolare messaggi e contenuti in modo più incisivo, integrando l’aspetto artistico-documentaristico a quello educativo e di informazione. In più, l’utilizzo mirato e consapevole del web consente al progetto di sensibilizzare gli studenti sui rischi della rete (isolamento, dipendenza, cyber bullismo) così come sulle potenzialità di internet e delle nuove tecnologie al servizio della libera informazione, della legalità e della cittadinanza attiva.
Nel modulo III gli studenti, ascoltando la testimonianza diretta di ospiti significativi, aprono un dialogo che permette loro non solo di acquisire informazioni di “prima mano”, ma anche di stabilire un rapporto empatico con i testimoni su vicende e realtà drammaticamente vicine al loro quotidiano, in un clima di condivisione e reciproco beneficio.
 
Dal punto di vista maieutico, tramite differenti strumenti ed approcci i formatori “traghettano” gli studenti – sia in termini individuali che di gruppo – ad un’analisi progressiva e strutturale del problema, facendoli sentire (e rendendoli di fatto) partecipi e responsabili della comprensione, passo dopo passo, degli argomenti trattati. Saranno infatti gli stessi studenti che – stimolati in modo diversificato e continuo – risponderanno ai quesiti di volta in volta posti dai formatori, comprendendo e ricostruendo meccanismi e dinamiche di natura sociale, economica e culturale del territorio in cui vivono. Questa analisi e comprensione condivisa non viene realizzata solo sul versante del rapporto formatore-studente, ma anche su quello studente-studente, incentivando il continuo e coordinato confronto fra gli stessi nella risoluzione delle domande e dei quesiti posti per il proseguimento del percorso di conoscenza della mentalità mafiosa, così come di loro stessi. Contenuti e metodi del progetto mirano infatti a fornire elementi utili, se non indispensabili, alla formazione di un’educazione civica e civile, di cui mafie e corruzione rappresentano in negativo le cartine di tornasole.
 
Questionari finali di valutazione: a conclusione dell’iter formativo (alla fine del modulo III) vengono somministrati dei questionari di valutazione, in modo da verificare statisticamente – sia a livello quantitativo che qualitativo – il grado di apprezzamento dei moduli proposti.

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